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Vincenzo Catera - il personaggio

“Avere la possibilità di diventare un campione, oppure di non esserlo. È una frase in cui mi riconosco profondamente, perché rispecchia la realtà della terra dove sono nato e cresciuto, la Calabria, come di tutto il sud Italia. Lì non ci sono grandi occasioni, soprattutto per i giovani, non ci sono possibilità di esprimersi e di emergere. La differenza è proprio questa, avere la possibilità di diventare un campione, nel calcio come in qualsiasi altra attività. Io non posso garantire ai ragazzi che alleno che diventeranno dei campioni, racconterei bugie. Ma posso, voglio offrire loro l’occasione di farcela”.
È così, Vincenzo Catera. Ti siedi a parlare di calcio - e ne sa, eccome se ne sa - e ti ritrovi a parlare di radici, di possibilità, di sogni, a parlare di vita a tutto tondo. Tondo come un pallone. Le nuvole in cui ci si perde a ragionare sono, sempre e comunque, quelle che gravitano su un campo di calcio. In erba sintetica, in erba naturale, o di terra battuta, con le gobbe e le buche, come quasi sempre al sud. Quei campi dove il giovane Catera si è fatto prima giocatore, poi allenatore e scopritore di talenti. “Il Centro nasce dalla mia personale esperienza di calciatore - spiega Catera, che è arrivato fino alla Serie C con la maglia del Catanzaro - e da un progetto di vita. Tante volte mi è capitato di vedere dei giovani, dotati di buone qualità naturali, che avevano bisogno solo di opportunità per migliorare la propria formazione, per essere conosciuti e per diventare dei calciatori affermati. Le società dilettantistiche, soprattutto nelle regioni del sud Italia, non hanno sempre la possibilità di interagire con le società professionistiche e di offrire così ai giovani promettenti ciò di cui hanno bisogno per arrivare ai massimi livelli. Le abilità e la formazione di un giocatore sono la sommatoria di qualità naturali che devono essere perfezionate, poi valorizzate e utilizzate al meglio. Ecco allora delinearsi il mio progetto di vita: costruire una scuola di perfezionamento calcistico, che offrisse ai ragazzi la possibilità di crescere dal punto di vista sportivo e umano e di proporsi al calcio che conta, di diventare dei professionisti e realizzare i loro sogni”.
Per Catera, il Centro formazione giovani calciatori è “un sogno diventato realtà”. La filosofia è semplice: prendere i migliori talenti di Calabria, Sicilia, Puglia, Campania, Sardegna e delle altre regioni, nessuna eslusa; portarli a Torino e allenarli con metodologie professionali e impostazioni personalizzate; curare di pari passo la loro crescita come persone, in particolare con l’impegno scolastico; proporli tramite amichevoli e provini individuali alle società professionistiche. E incoraggiare, tifare, sperare. Perché tu puoi preparare un ragazzo al professionismo, ma poi subentrano altre variabili come la fortuna di trovarsi al posto giusto nel momento giusto e la personalità, per saltare al volo su quel treno che chissà se e quando ripasserà.
Finora Catera ha allenato quasi un centinaio di ragazzi che sono approdati nel professionismo. Chi per vincere una Coppa del Mondo, come il giovane Ringhio Gattuso seguito in uno stage in Calabria. Chi per vivere una carriera da bomber a cavallo tra serie A e serie B, come Daniele Cacia, allenato invece per lungo tempo e rimasto legato da profonda amicizia a Catera: “Con Daniele ci sentiamo spesso, è un amico. Oltre a un grande carattere, ha un talento pazzesco, secondo me poteva fare anche di più, nella sua carriera, se non si fosse infortunato nel momento decisivo, quello del salto in serie A”. Tra serie B, Lega Pro e serie D ci sono tantissimi altri ragazzi seguiti per qualche allenamento o cresciuti in modo continuativo: “Se penso a quando, nel 1994, ho fondato il Centro, ne è passato di tempo... E quanto siamo cresciuti”. Con tanto di luccichio agli occhi, perché Catera sa unire una professionalità estrema a una sorprendente sensibilità.
Oggi il Centro formazione giovani calciatori vanta strutture all’avanguardia dentro e fuori dal campo (terreno di gioco in erba sintetica, palestra, centro medico, e dormitori, mensa...), ha uno staff di istruttori di primissimo livello, ha selezionatori e uomini mercato in tutta Italia (un nome per tutti: Christian Manfredini, ex ala di Chievo e Lazio), parla con decine di società professionistiche, non solo Juventus e Torino. È una solida realtà del calcio, uno dei tramiti più efficaci tra dilettantismo e professionismo.
Sapete quel è il segreto? Non accontentarsi mai, non sentirsi mai arrivato, non sedersi ad ammirare quanto fatto, ma guardare sempre al futuro. Se i ragazzi del Centro Formazione Giovani Calciatori avranno l’ambizione, il coraggio, la “fame” di Vincenzo Catera, arrivare nel professionismo sarà più facile. E altri sogni diventeranno realtà.