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Paola Chessa, nuova coordinatrice per la Sardegna
20 marzo 2017

C’è un nuovo coordinatore regionale nello staff del Centro Formazione Giovani Calciatori. O meglio, una nuova coordinatrice, la prima. Si chiama Paola Chessa e si occuperà della sua regione, la Sardegna.

Paola, come nasce la collaborazione con il Centro Formazione Giovani Calciatori?
“Tramite mio figlio, è il secondo anno che fa parte del C.F.G.C., a None. Attraverso questa esperienza diretta ho conosciuto Vincenzo e il suo lavoro Centro Formazione Giovani Calciatori, ne sono rimasta entusiasta. Quando si è presentata l’opportunità di collaborare, ho detto subito di sì”.

Di cosa si occuperà?

“Mi occuperò dell’organizzazione dei raduni per il reclutamento dei ragazzi. Voglio offrire ai ragazzi la possibilità di farsi vedere, la stessa possibilità che ha avuto mio figlio”.

Si occuperà della Sardegna o di una zona specifica?
“Io vivo in provincia di Nuoro, partirò da questa zona perché qui non sono stati mai fatti raduni per società ed enti così importanti. In questa zona ci sono tanti paesi e i ragazzi si devono spostare anche di tanti chilometri per giocare a calcio, sono penalizzati dalla mancanza di società e strutture. Inizierò da qui, poi estenderò il mio lavoro a tutta la Sardegna”.

Da dove nasce la sua passione per il calcio? Merito - o colpa - del figlio?

“Merito di mio figlio, sicuramente merito. È stato un contagio che non è stato possibile evitare. Lui è cresciuto appassionato del calcio, io l’ho sempre accompagnato e ho condiviso la sua passione. Continuerò a farlo in questo modo, collaborando con il Centro Formazione Giovani Calciatori”.

Ci racconti l’avventura di suo figlio.
“Mio figlio Giuseppe ha sostenuto un provino a La Caletta, un po’ lontano da dove siamo noi, è piaciuto ed è stato reclutato per venire al Centro. È il secondo anno che vive a None, un’avventura fin qui bella e gratificante. Giuseppe è entusiasta perché fa quello che gli piace: sta bene, vive in un ambiente sereno, è seguito in tutto, a livello scolastico e calcistico. Lui ha un carattere aperto, si trova bene con tutti, ma è l’intero ambiente che è positivo. Io sono tranquilla e serena, ho visto le strutture e conosciuto le persone, penso in questo modo di offrirgli il meglio che posso”.

Mi permetta la battuta: ma le mamme non sono quelle che vogliono tenere i figli a casa?

“Ci sono pro e contro: è ovvio che sento la lontananza, ma faccio volentieri dei sacrifici per assecondare e condividere le sue scelte di vita. Questo è il modo per dimostrargli che gli sono vicina”.

Giustissimo. Chiudiamo con gli appuntamenti, allora. Il primo raduno quando è in programma?
“Il 24 aprile ad Orosei, in collaborazione con la società Sanum di Orosei, che ci mette a disposizione campo e struttura. Qui in zona c’è entusiasmo generale, sono tutti felicissimi di questa nuova possibilità che il Centro Formazione Giovani Calciatori intende offrire ai ragazzi. Io mi occupo dei contatti con le società e delle iscrizioni, poi sarà Catera a osservarli sul campo e decidere chi è all’altezza e chi no. Il mio lavoro è organizzativo, non tecnico, quello è il suo lavoro”.


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